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at by Anonimo

Hobo è un viaggiatore che reagisce alla Grande Depressione del ’29 con fantasia, creatività e soprattutto grande senso di libertà. Salta al volo nei vagoni arrugginiti dei treni merci, vive la natura e la città, chiamando “casa” ogni luogo in cui appoggia la testa. Utilizza tutta la creatività del mondo per sfuggire alle difficoltà della vita e del mercato.

Un mito del ‘900 celebrato dai più grandi, a partire da Charlie Chaplin fino a Bob Dylan, da Tom Waits a John Steinbeck, fino Kerouac che scrive: “L’hobo ha due orologi che non si possono comprare da Tiffany: su un polso il sole, sull’altro la luna, e tutti e due i cinturini sono fatti di cielo.”

Anche noi che lavoriamo nella comunicazione,  abbiamo deciso di affrontare il periodo di crisi globale utilizzando gli strumenti che ci appartengono: creatività, immagini e parole.

Per questo, nel 2010, quando abbiamo dovuto pensare ad un nome per la nostra agenzia, abbiamo pensato ad Hobo. Perché sappiamo che, se Hobo oggi volesse lavorare, gli piacerebbe farlo qui, da noi, con noi, per voi.